martedì 13 maggio 2025

Riflessioni di un vecchio arnese sull'esercito del Papa

Una chiacchierata con un paziente mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Si tratta di una persona, con due lauree, inserita con un grado apicale in una grande azienda, aperta al mondo olistico e da anni seguace di un centro di spiritualità orientale. Aveva letto i miei post su Leone XIV, e mi ha domandato se fossi credente e cosa volessi manifestare con questa mia partecipazione all’elezione di questo pontefice.



Ho inteso un qual certo stupore come se avendo io fatto dell’Ayurveda una professione e uno stile di vita, fosse impossibile aver mantenuto un legame con l’Occidente e con il Cristianesimo, che ne è stato l’anima stessa; ho percepito poi come se intendesse dirmi che occuparsi del pontefice fosse quasi una perdita di tempo, un qualcosa che riguarda chi è rimasto ancorato a qualcosa di ormai tramontato.

    

La scelta del nome del nuovo Papa, Leone XIV, è stata immediatamente interpretata come un riferirsi al predecessore Leone XIII, interpretato come il Papa che aveva affrontato le nuove tematiche sociali conseguenti grande rivoluzione industriale. Lui stesso, Leone XIV, ne ha fatto cenno durante l’incontro con i cardinali nella Cappella Sistina, ma, spiegando le ragioni che l’avevano indotto a fare questa scelta, ha detto che c’è anche altro in questa sua adesione alla politica sociale di Leone XIII. La più parte dei commentatori sembra voler interpretare le ragioni di questa scelta soltanto in questa chiave sociale; forse per ignoranza o forse per convenienza non si fa cenno all’altro che potrebbe esserci e che prima o poi il papa Leone XIV rivelerà a parole o nei fatti, e neppure si guarda alla complessità della figura di Leone XIII. Allora ho pensato di fare un po’ di chiarezza, riportando nomi e fatti.

Riflessioni di un vecchio arnese sull'esercito del Papa

Una chiacchierata con un paziente mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Si tratta di una persona, con due lauree, inserita con un grad...