Una chiacchierata con un paziente mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Si tratta di una persona, con due lauree, inserita con un grado apicale in una grande azienda, aperta al mondo olistico e da anni seguace di un centro di spiritualità orientale. Aveva letto i miei post su Leone XIV, e mi ha domandato se fossi credente e cosa volessi manifestare con questa mia partecipazione all’elezione di questo pontefice.
Ho inteso un qual certo stupore come se avendo io fatto dell’Ayurveda una professione e uno stile di vita, fosse impossibile aver mantenuto un legame con l’Occidente e con il Cristianesimo, che ne è stato l’anima stessa; ho percepito poi come se intendesse dirmi che occuparsi del pontefice fosse quasi una perdita di tempo, un qualcosa che riguarda chi è rimasto ancorato a qualcosa di ormai tramontato.





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