mercoledì 23 ottobre 2019

Le mele del Paradiso

In un giorno, verso la fine dell’autunno si palesavano la Clotilde, che aveva sposato un cugino, ma era presto rimasta vedova di guerra, e la sorella Mariuccia, che vivevano qualche paese più in là, e nel loro piccolo giardino di casa avevano due alberi di melograno; ne portavano due borse piene, che ripartendo avrebbero contenuto qualche zucca, mele, uno o due barattoli di marmellata, e quant'altro.


La Clotilde, che era ancora una gran bella donna - e con questo abbiamo detto tutto, soggiungeva una zia, acidula assai - ripeteva sempre la stessa solfa...eccoci qua, con i frutti del Paradiso, queste sono le mele del Paradiso terrestre. Io mi sono domandato in tanti anni come fosse possibile che Eva prima e Adamo poi, avessero potuto morsicarli quei frutti dalla buccia così tenacemente protettiva.


Non erano di una qualità particolarmente dolce, e, come d'abitudine, la domenica successiva alla visita, avremmo goduto del risotto al melograno; con gli altri si faceva uno sciroppo molto dissetante, da diluire in acqua.


Risotto al melograno

Si proceda per prima cosa a pulire i frutti di melograno, calcolando che uno basta per 3 o 4 persone, a seconda se siano molto ricchi di succo o meno. Si deve mondare ogni grano dalle fibre bianche, quindi si passano i chicchi in un normale passaverdura e se ne raccoglie il succo. Si proceda come normalmente si fa per un risotto: predisporre il brodo vegetale, la cipolla da far soffriggere nel burro o nell'olio, far saltare il riso nella quantità che occorre, e quindi bagnare con un buon vino rosso, nella quantità che occorre, procedere quindi a far bere il brodo al riso, fino a mezza cottura, quando si comincerà ad innaffiare con cucchiaiate di succo. A cottura ultimata, irrorare con il restante succo, mantecare con burro, e aggiungere della toma tagliata a piccoli dadini che possano sciogliersi nel caldo del riso; spolverare di pepe nero, se gradito, ma è meglio che ogni commensale provveda da sé nel suo piatto.

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