lunedì 28 ottobre 2019

Domenica: La musica

Nei pomeriggi dei giorni di festa, quando il tempo ti chiudeva in casa, ci si liberava dalle incombenze, e si poteva stare a far niente. Far niente forse è un’espressione eccessiva: mani sapienti, intorno al tavolo del grande camerone, rammendavano, cucivano, lucidavano; a qualcuno era concesso di leggere il giornale in santa pace, ma il tutto avveniva in modo più sereno, si poteva stare tranquilli a ciciaré Se fosse passato qualcuno a far visita, e di solito accadeva, non era certo il cattivo tempo a fermare ardite vecchiette. si chiacchierava di cosa fosse successo un poco più in là, del figlio nato a..., del fidanzamento di..., e quasi sempre di qualcuno che se ne era andato..., pace all'anima sua...ha finito di soffrire..., e poi della vendemmia, di qualche raccolto, della legge sulla mezzadria, delle ingiustizie sociali, e così i minuti conquistavano lenti per alcuni, veloci per altri, le ore. E poi si metteva un disco sul grammofono. 


L’Opera conquistava tutti, chi non conosceva i cori verdiani a memoria? Romanze da canticchiare faticando o per trastullarsi. Inevitabili le discussioni, Callas o Tebaldi, del Monaco o Corelli; le voci di un tempo che non ci sono più, la Arangi Lombardi! La Tetrazzini e Carlo Galeffi, che Trovatore! E la Pacetti, un’ Elvira così quando mai ce ne sarà un’altra?


La Callas o la Cerquetti non erano ancora assurte alle voci di un tempo che non ci sono più!

1 commento:

Riflessioni di un vecchio arnese sull'esercito del Papa

Una chiacchierata con un paziente mi ha offerto alcuni spunti di riflessione. Si tratta di una persona, con due lauree, inserita con un grad...