giovedì 17 ottobre 2019

Ottobre: Zucca 3

In fondo all'orto, nella parte che la collina scoscendeva verso un piccolo rivo, che divideva dal noccioleto, dove il terreno era più sabbioso e più insolato, e a separare dal rivo si trovavano dei grossi cespugli di ginepro, si seminavano le zucche massime, che si gonfiavano da luglio a settembre, e avevano spicchi ben definiti; la cucurbita maxima, produceva frutti più grossi e più pesanti delle altre, dal colore più pallido, un poco più schiacciate, e che erano destinate a durare più a lungo e soprattutto a finire come ripieno dei ravioli.


Bisognava riporle con cura sui piani degli scaffali, guardando bene che non si fossero create delle spaccature durante la raccolta, il trasporto a casa e la sistemazione. Una anche piccola frattura nella buccia le porta a rapido deperimento, per cui occorre consumarle subito, oppure farne marmellata fior d'oriente. Si chiamava così, credo, perché si utilizzavano spezie varie; la zucca, pur di buon sapore, abbisogna sempre di un rinforzo di gusto.


Marmellata Fior d'Oriente di Zucca Maxima

Ispezionare bene la zucca, spolverarla con cura, immergerla intera in acqua e bicarbonato per eliminare tracce di polvere o terra nel fondo delle piegature degli spicchi. Asciugarla bene, quindi tagliarla a fette, seguendo i solchi naturali, mondarla delle fibre e dei semi, sbucciarla con un coltellino affilato. Pesare la polpa ottenuta, tagliarla a pezzettoni e collocarla in una bacinella; per ogni chilo di polpa, aggiungere circa 400gr di zucchero, una stecca di cannella, un baccello di vaniglia, uno o due chiodi di garofano, un anice stellato, uno o due semi di cardamomo, una mezza noce moscata grattugiata, un bicchierino di liquore di amaretto, quello che si ottiene dai noccioli di albicocca, un limone spremuto e la buccia del limone ben lavata. Mescolare bene, coprire con un tovagliolo, e lasciar riposare una notte intera. La mattina dopo, di buon ora, eliminare con le pinzette lunghe tutte le bacche, bucce ecc, schiacciare grossolanamente la polpa o tagliuzzarla o meglio, cosa che oggi si può fare, passare il mixer e renderla una sorta di purea; collocare su un fuoco leggero, tale che appena sobbollisca, per circa un'ora. Quindi predisposti e sterilizzati i barattoli si proceda ad invasare. Già dopo una decina di giorni si può consumare sul pane a colazione o a pranzo con una porzione di formaggetta di quelle parti.

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