lunedì 4 novembre 2019

Novembre: La Vittoria

4 Novembre era festa a scuola, si celebrava la Vittoria, e la conclusione della Prima Guerra Mondiale, festività oggi ridefinita come Giorno dell'Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate, che è un declassamento rispetto a Festa e le doppie feste sono un poco privative dell'una e dell'altra dedica, un pò come nascere il giorno di Natale o la notte di San Silvestro.

Quel giorno era festa, nel senso che non si andava a scuola, ma la festa è un'altra cosa. Avevamo studiato per giorni prima le vicende della guerra e avevamo imparato a memoria le poesie da recitare quella mattina, davanti alle autorità. Il maestro Majorino ne aveva in serbo parecchie, e dovevamo conoscerle bene tutte, tutti dovevano conoscerle bene, perché non si sapeva fino all'ultimo chi sarebbe stato chiamato a recitare.


Questa notte 

Questa notte fra Redipuglia 
e Oslavia, si riaccenderanno i fuochi 
sopra le alture dove tante volte 
la battaglia 
si spense nel sangue e sarà un fluttuare 
di ombre intorno ai bivacchi 
perché all’estremità dell’oblio 
hanno freddo anche i morti. 

Carlo Delcroix 

E la maestra Ponte ci aveva preparato per cantare i cori: tutte le classi, maschi e femmine; il canto scuoteva gli animi; un ricordo fra i tanti.


Alla fine della mattinata, a casa, per tradizione, c'era la polenta concia:

si prepari l'acqua, con un poco di olio, e appena comincia a sobbollire si vada con la polenta gialla, tipo fioretto, quando tutta è stata versata e si continua a mescolare aggiungere la prima porzione di formaggio toma, tagliato a listelle o a quadretti, dopo un quarto d'ora circa si insinua l'altra porzione di formaggio, che può essere lo stesso o un altro tipo di fontina o di toma; verso la fine cottura si aggiunge il burro, con generosità. Si spegne il fuoco, si attende che l'unto venga a galla e si serve, bisogna fare attenzione che è bollente. Si va con Fresia vivace, e un bicchiere non si negava, quel giorno, ai bambini.

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